
Il Vangelo oggi.
Martedì della 15° settimana del Tempo Ordinario anno A (Mt 11,20-24) 14 luglio
2026
Gesù rimprovera le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi
prodigi, perché non si erano convertite: Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 11,20-24)
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la
maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero
avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite
di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel
giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi
precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati
in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del
giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!». Parola del
Signore.
RIFLESSIONI
Il rimprovero di Gesù consta di due immagini che egli mette in parallelo. Prima
le due città della Galilea, Corazin (i Vangeli non dicono nulla di preciso sul
miracolo che vi si sarebbe prodotto) e Betsaida (Gesù vi guarisce il cieco: Mc
8,22-26 ed è di là che vengono gli apostoli Filippo, Andrea e Simone), sono
paragonate a due città empie: Tiro e Sidone. Poi Cafarnao (che fu a lungo
teatro delle attività di Gesù) è paragonata a Sodoma, città distrutta (Gen
18,16-19,29) a causa dell'immoralità dei suoi abitanti.
In queste due immagini Gesù sottolinea l'opposizione: in realtà le città che
hanno una reputazione particolarmente cattiva non sono così corrotte come
quelle che non accettano il suo insegnamento e rifiutano di credere in lui
nonostante i molti miracoli. Gesù è deluso perché gli abitanti di queste città
non vogliono riconoscere le manifestazioni della sua potenza come segni voluti
da Dio, né come la conferma della sua onnipotenza e della sua missione. Essi
non vogliono semplicemente credere che Gesù sia il Messia promesso, il
Salvatore definitivo degli uomini. Poiché essi gli rifiutano la loro fiducia,
nel giorno del giudizio saranno in una posizione ben peggiore di quella degli
empi. Ciò significa che, quando si manifesterà il regno di Dio, alla fine dei
tempi, la mancanza di fede di quelle persone che sono state testimoni della
potenza di Gesù meriterà loro una condanna peggiore.

