Il Vangelo oggi.
Mercoledì della 13° settimana del Tempo Ordinario anno A (Mt 8,28-34) 1 luglio
2026
Che vuoi da noi, Figlio di Dio?
Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 8,28-34)
In quel tempo, giunto Gesù all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due
indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi
che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare:
«Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del
tempo?».
A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i
demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci».
Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco,
tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e
anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù:
quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio. Parola del
Signore.
RIFLESSIONI
Il Vangelo ci presenta oggi, in modo molto simbolico, l'azione liberatrice di
Gesù e la sua capacità di vittoria sul male.
Il paese dei Gadareni si trova oltre le frontiere di Israele, in territorio
pagano. I posseduti sono doppiamente infelici perché sono sottomessi alle forze
del male e resi inumani. Vivono tra le tombe, cosa che sottolinea il loro
isolamento e la loro esclusione dalla comunità dei vivi, così come la loro
impurità. Alcune affermazioni così risolute come: "Nessuno poteva più passare
per quella strada" indicano quale fosse il potere delle forze malefiche e come
fosse difficile penetrare in quel campo.
Cristo dimostra in questo episodio che non esiste circostanza, per quanto
disumana possa essere, che il Vangelo non possa raggiungere, nessuna situazione
d'isolamento che non possa essere distrutta, né di sfida che non possa
diventare, attraverso il potere di Dio, un dialogo salvatore. Il contrasto tra
le lamentele dei demoni e il loro sproloquio, e la sola, semplice e autoritaria
parola di Gesù mette in evidenza la sovranità di Dio, e l'universalità della
salvezza che egli ci offre. Tutti sono raggiunti dalla gratuità del suo amore,
anche coloro che sono esclusi ed emarginati. Tutte le barriere
dell'incomunicabilità e le catene della schiavitù sono sormontate grazie alla
bontà e alla vicinanza del nostro Dio. Il male è quindi nuovamente definito,
confinato e restituito al suo luogo di origine biblico: gli abissi. E le
creature, libere, sono restituite al dialogo innocente, riconoscente e vicino
al loro Signore. Lo stupore impaurito dei Gadareni si oppone all'amore
ricettivo dei posseduti-salvati, testimoniando quindi che l'iniziativa
salvatrice di Dio ha sempre bisogno della libera risposta dell'uomo. Gesù è
ancora una volta oggetto di scandalo e segno di contraddizione.


