Il Vangelo oggi. Giovedì
della 13° settimana del Tempo Ordinario anno A (Mt 9,1-8) 2 luglio 2026
Alzati – disse allora al paralitico
prendi il tuo letto e va' a casa tua.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 9,1-8)
Salito su una barca,
Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un
paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al
paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i
loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa
infatti è più facile: dire "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Alzati e
cammina"? Ma, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra
di perdonare i peccati: Alzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo
letto e va' a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua.
Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che
aveva dato un tale potere agli uomini. Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile:
dire "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati e
cammina"? Mt 9, 5
I segni apparenti del benessere (salute, soldi, considerazione sociale)
potrebbero essere niente, di nessun valore se paragonati allo stato di grazia,
alla condizione di effettiva sintonia con Dio. Le parole e i gesti di Gesù
riportati qui da Matteo sono eloquenti. Più facile restituire benessere,
guarire il corpo o l'anima? E chi può farlo?
Tante opere belle hanno come finalità quella di riscattare le persone dalla
miseria, dalla malattia, dalla scarsa dignità e dalla mancanza di diritti. Sono
azioni che vanno sostenute, vanno costruite quando mancano, ma potrebbero non
essere tutto. Alle persone va data la possibilità di ricostruirsi
"dentro". Senza falsità, in sincerità di cuore. Le persone hanno
diritto di riconoscere il loro peccato, la loro mancanza e poi sentire la
propria umanità redenta, trasformata, sanata. Anche le mancanze, le ingiustizie
subite, non solo quelle agite, si curano allo stesso modo. La grazia di Dio è
il suo amore, la sua presenza attiva nella vita, nei pensieri, nel corpo delle
persone. La presenza di Dio si trasmette con i sacramenti, con la sua parola
annunciata, con la condivisione amorevole con chi presta occhi, orecchi, mani,
piedi a Cristo stesso.
Signore, che la nostra persona non sia mai giudizio per gli altri, ma
misericordia, in nome Tuo.
Cristo non ha mani,
ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro oggi.
Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi per guidare gli uomini sui suoi
sentieri.
Cristo non ha labbra, ha soltanto le nostre labbra per narrare di sé agli
uomini di oggi.
Cristo non ha mezzi, ha soltanto il nostro aiuto per condurre a sé gli uomini.
Noi siamo l'unica Bibbia che i popoli leggono ancora, siamo l'ultimo messaggio
di Dio scritto in opere e parole.
E se il testo risultasse falsificato e non
potesse essere letto?
Se le nostre mani fossero occupate con altre cose e non le sue?
Se i nostri piedi andassero altrove là dove li attira il peccato?
Se le nostre labbra dicessero parole che egli rifiuterebbe?
Pensiamo forse di poterlo servire senza seguirlo?


