Il Vangelo oggi.
Mercoledì della 14° settimana del Tempo Ordinario anno A (Mt 10,1-7) 8 luglio
2026
I nomi dei dodici apostoli.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 10,1-7)
In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere
sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo
fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e
Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo;
Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e
non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore
perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno
dei cieli è vicino». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
"Chiamati a sé i dodici discepoli, Gesù diede loro il potere di scacciare
gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e di infermità".
Non manda quindi i suoi Apostoli soltanto per predicare, ma anche per guarire.
Soltanto dopo il Vangelo dice: "Strada facendo, predicate che il regno dei
cieli è vicino". Anche Gesù faceva la stessa cosa, cioè non si limitava a
predicare, ma guariva. Così il Vangelo è completo, nel senso che non è una
legge, non è soltanto un insieme di precetti dati da Dio per la nostra
salvezza, è realmente un dono di Dio che ci salva. La predicazione del Vangelo
deve dimostrare che esso è realmente un regalo di Dio e non prima di tutto una
esigenza. Per questo Gesù dà agli Apostoli il potere di guarire, come segno
della presenza fra noi di Dio che salva.
I cristiani noi devono agire anche ora così. Non dobbiamo soltanto
"predicare", insegnare che questo si fa e quest'altro no; dobbiamo
prima di tutto dare testimonianza della bontà di Dio verso l'uomo, anima e
corpo. Dio ci ha creato anima e corpo e non disprezza il corpo. il Signore Gesù
non ha disprezzato i corpi ammalati, anzi, si è chinato su di loro con
predilezione. Poteva dire e l'ha detto, non agli ammalati ma a tutti che è
necessario portare la propria croce, e questo è vero ed essenziale, però ai
malati, a tutti coloro che avevano una sofferenza, un bisogno, si avvicinava
non con un precetto, ma con la sua infinita bontà e la sua potenza di sanazione
e di consolazione. Anche noi dobbiamo con le nostre azioni far vedere che Dio è
buono, che è qualcuno che si dona, portando sempre e a tutti la sua pace e la
sua gioia.


