TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 6,19-23)
Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e
dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove
né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché,
dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l'occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il
tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà
tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la
tenebra!». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
In Brasile circola un aneddoto a proposito di un certo Mataraso (un uomo
ricchissimo, oltre ogni immaginazione) che arriva alle porte del cielo. Egli
vuole entrare, beninteso, subito come in ogni altro luogo. San Pietro non trova
obiezioni, ma gli chiede il suo biglietto d'ingresso, che costa soltanto mille
lire. Mataraso scoppia a ridere: "Andiamo, san Pietro, voi scherzate! Mille
lire? Ma prendete tutta la mia fortuna. Prendete le mie fabbriche, i miei
alberghi, i miei castelli, i miei conti in banca, le mie azioni in borsa, i
miei lingotti d'oro, le mie automobili, le mie aziende... Io non ne ho più
bisogno. Prendetele e lasciatemi entrare".
San Pietro, per nulla impressionato, ribatte: "Neanch'io ne ho bisogno. Ti
chiedo mille lire, non di più". Mataraso gira e rigira le sue tasche... Invano.
Deve fare dietro front.
Così un proverbio dice: Mataraso non è potuto entrare in cielo, per colpa di
mille lire".
Io non so se gli eredi di Mataraso lo ricordino con emozione, o se pensino di
far dire una messa per il riposo della sua anima. Non sappiamo nulla di lui, a
parte il fatto che era immensamente ricco.
Ma noi tutti conosciamo uomini e donne che non possedevano nulla, ma ci hanno
lasciato un'eredità spirituale estremamente arricchente.
Penso a san Francesco d'Assisi, così invaghito di madonna povertà, a santa
Teresa, a san Francesco di Sales, a san Louis Grignion de Montfort, a
sant'Ignazio di Loyola, a san Domenico, a sant'Agostino, a sant'Antonio abate e
a sant'Antonio di Padova, che trascinano tante persone a dedicarsi a Dio e al
proprio prossimo.
Questi poveri hanno saputo scoprire il vero tesoro, imperituro, inestimabile,
che hanno diviso e continuano a dividere con tutti coloro che ripongono la
propria fiducia e la propria ricchezza in Dio. Cosa sarebbe il mondo senza
questi giganti della fede?


