Il Vangelo oggi.
Venerdì della 15° settimana del Tempo Ordinario anno A (Mt 12,1-8) 17 luglio
2026
Gesù affronta i farisei che lo accusano di violare il sabato: Ora io vi dico
che qui vi è uno più grande del tempio.
Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo, (Mt 12,1-8)
Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero
fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo
quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i
suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani
dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli
sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti
nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che
qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi:
"Misericordia io voglio e non sacrifici", non avreste condannato persone senza
colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Si potrebbe vedere un certo contrasto tra le minuziose prescrizioni dell'Esodo
riguardanti l'agnello pasquale e le parole di Gesù nel Vangelo di oggi:
"Misericordia voglio e non sacrificio".
Parlando così Gesù esprime lo spirito dell'Antico Testamento, tutto simboli.
Per esempio, il sangue di un agnello non è capace di salvare, così tutte le
prescrizioni del sacrificio non sono cose essenziali, ma precisano il
significato del simbolo. L'agnello è precisato due volte deve essere mangiato
"non crudo, nè bollito nell'acqua, ma solo arrostito al fuoco". Qui
possiamo trovare qualcosa che mette in rapporto "sacrificio" e
"misericordia". La morte di Gesù è totale dono di sé, supremo
sacrificio, atto di misericordia. Ora, Gesù nella sua passione è trasformato
dallo Spirito Santo che è il vero fuoco, fuoco di carità e di misericordia. La
carne "arrostita al fuoco" suggerisce questo vero sacrificio.
La vita cristiana non è fatta di sacrifici rituali, ma è unione con Cristo.
Quando partecipiamo alla Messa non siamo presenti a una funzione, ma ci uniamo
a Gesù, offrendo la nostra vita nella sua, per essere consumati nel fuoco
dell'amore.
"Misericordia voglio e non sacrificio". Gesù riporta questa frase
della Scrittura al termine di una controversia con i farisei, scandalizzati
contro i suoi discepoli che in giorno di sabato coglievano spighe per sfamarsi.
I farisei erano certi di essere nel giusto e di fare la volontà di Dio
accanendosi su innumerevoli prescrizioni, dettagli, minuzie. Ma questa non è
saggezza evangelica. Dio si è manifestato come liberatore e vuole che il nostro
slancio verso di lui sia obbedienza di figli liberi, obbedienti perché liberi,
capaci di considerare le situazioni, di giudicare, di decidere per il bene. Dio
vuole che viviamo nella carità e ogni precetto è subordinato ad essa: "Il
sabato è fatto per l'uomo, non l'uomo per il sabato". Così la nostra vita
renderà testimonianza a lui, Dio che crea uomini liberi


