Il
Vangelo oggi. Sabato della 20° settimana del Tempo Ordinario anno A (Mt
23,1-12) 22 agosto 2026
Gesù denuncia l'ipocrisia di scribi e farisei: dicono ma non fanno. Insegna ai
discepoli umiltà e servizio: chi si esalta sarà umiliato, chi si umilia sarà
esaltato. Uno solo è il Maestro e la Guida, il Cristo.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 23,1-12)
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e
osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché
essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare
e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure
con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro
filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei
banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche
di essere chiamati "rabbì" dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi
siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché
uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide",
perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà
umiliato e chi si umilierà sarà esaltato». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Questo brano del Vangelo introduce una serie di rimproveri rivolti agli scribi
e ai farisei. E proprio san Paolo, un fariseo, opporrà alla lettera della legge
che uccide lo Spirito che invece dà la vita.
Il principale rimprovero riguarda il cattivo uso del potere, la vanità e
l'ipocrisia di coloro che siedono per giudicare, reclamando per sé un'autorità
che deriverebbe loro da Mosè (At 23,3). C'era infatti il rischio che la nuova
comunità cristiana dimenticasse che i suoi membri erano servitori gli uni degli
altri e che cedesse alla sete di onori (Mt 20,24-28).
"Molti sono coloro che servono Dio a parole, ma che si allontanano da lui nella
vita", dice san Gregorio. Del resto, Matteo ha già ricordato : "Se la vostra
giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel
regno dei cieli" (Mt 5,20).
Ma è proprio perché noi serviamo il nostro Maestro e Signore (Gv 13,13) che
vogliamo rispettare per intero la Legge, per mezzo dell'amore per colui che è
venuto a portarla a compimento e che continua ad insegnarla attraverso i
successori di Pietro e degli apostoli.


