Il
Vangelo oggi. Lunedì della 25° settimana del Tempo Ordinario anno A (Mt 9,9-13)
21 settembre 2026
Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 9,9-13)
In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle
imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori
e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i
farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme
ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i
malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non
sacrifici". Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Oggi in modo particolare risplende nel Vangelo l'amore di Gesù per i peccatori.
Egli chiama a seguirlo un uomo che proviene dalla cerchia dei pubblicani,
odiati e disprezzati come asserviti ai pagani dominatori. E' già uno scandalo
per i farisei, che considerano inderogabile, se si vuol essere
"giusti", la separazione dei peccatori. Ma lo scandalo giunge al
colmo quando Gesù non lo allontana dai compagni della sua cerchia, anzi si
mette a tavola a casa sua, in un banchetto che vede riuniti, con Gesù e i suoi
discepoli, "molti pubblicani e peccatori". "Perché domandano ai
suoi discepoli il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai
peccatori?". Ma la risposta di Gesù è decisa: "Non sono i sani che
hanno bisogno del medico, ma i malati... Non sono venuto a chiamare i giusti ma
i peccatori".
Bisogna mettersi tra i peccatori, per ottenere misericordia. Su questo punto ci
può essere una deviazione nella devozione, cioè la possibilità
di una riparazione che diventa farisaica: "Noi santi, noi giusti ripariamo
per i peccatori!". No. Riparare vuol dire mettersi tra i peccatori, in
mezzo a loro da peccatori quali siamo, e pregare per noi e per gli altri per
ottenere perdono e salvezza, che è sempre un dono gratuito. Chi si fa forte
della propria presunta giustizia, si chiude alla misericordia di Dio.


