TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,47-54)
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei
profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le
opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: "Manderò loro profeti e apostoli ed
essi li uccideranno e perseguiteranno", perché a questa generazione sia chiesto
conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: dal
sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l'altare e il
santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della
conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete
impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo
ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per
sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca. Parola del
Signore.
RIFLESSIONI
Dopo aver rimproverato i farisei e gli scribi (Lc 11,42-46), Gesù, in questo
brano del Vangelo, ammonisce i dottori della legge e fustiga la loro ipocrisia.
Per esemplificare, commentiamo soltanto l'ultimo rimprovero (Lc 11,52). I
dottori della legge sono accusati di proclamarsi detentori della conoscenza di
Dio, confondendo la conoscenza di Dio con le proprie opinioni e i propri
interessi. Bisogna, dunque, che anche noi stiamo attenti a non limitare e a non
ostacolare la propagazione della parola di Dio e del suo messaggio.
Il confronto di Gesù con le autorità d'Israele ha la sua origine nell'Antica
Alleanza, che si prolunga oggi nel tempo della Chiesa. L'Antica Alleanza
presenta il destino di ogni profeta: essere vittima della violenza del proprio
popolo.
La storia di Israele può essere riassunta in questi termini: da una parte, Dio
invia i suoi profeti per insegnare agli uomini la via della salvezza;
dall'altra parte, il popolo mette a morte i suoi profeti (Lc 4,24-28; 20,2-5).
Da questo punto di vista, la storia e il destino di Gesù, testimone
perseguitato, costituisce il punto culminante di questa persecuzione della
verità fin dall'inizio dei tempi (per esempio, Abele). Questo brano del Vangelo
ci permette di costatare che i discepoli di Gesù non hanno sofferto invano il
loro martirio, poiché questo ha raggiunto il suo culmine con Gesù Cristo a
Pasqua. Egli invia i suoi apostoli (oggi i predicatori e i cristiani) per
diffondere la sua parola e il mondo continua a perseguitarli e a respingerli.
In questo brano di Vangelo Gesù si rivolge certamente al popolo d'Israele che
rifiuta il suo messaggio, ma in modo più vasto Gesù si rivolge all'umanità
intera che si chiude in una verità parziale che difende con la violenza. Per
questo motivo i credenti devono affrontare le sofferenze e le persecuzioni,
dando così testimonianza alla verità divina che illumina la nostra vita.


