Il
Vangelo oggi. Lunedì della 26° settimana del Tempo Ordinario anno A (Lc
9,46-50) 28 settembre 2026
Gesù è contro le manie di grandezza e gli abusi di potere.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,46-50)
Nacque una discussione tra i discepoli,
chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo
mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie
me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più
piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava
demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con
noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è
per voi». Parola del Signore.
RRIFLESSIOONI
Ringraziamo Dio per il grande dono della Scrittura: è un dono del suo amore, un
dono antico e sempre nuovo che dobbiamo sfruttare nella fede.
Nel Vangelo Gesù ci dice appunto che il nostro tesoro è contemporaneamente
antico e nuovo. E ogni epoca è invitata a discendere in questa miniera
inesauribile per trovare nuove ricchezze, e le trova davvero.
Il modo attuale di studiare la Scrittura non assomiglia a quello dei secoli
passati: vi scopriamo aspetti nuovi, che ci aiutano ad apprezzarne meglio la
varietà e la ricchezza. Così si rinnova continuamente il gusto e l'interesse
per lo studio della Bibbia.
Sappiamo che la Scrittura si studia bene soltanto nella fede. "Le Sacre
Scritture scrive Paolo a Timoteo possono istruirti per la salvezza, che si
ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù". Lo studio della Scrittura è
fatto per mezzo della fede, che lo guida. Per aver fede bisogna prima capire un
po' la Scrittura, perché se non si capisce niente dell'annuncio di salvezza non
è possibile aderirvi, quindi per arrivare a credere è necessario fare un certo
lavoro di intelligenza, un certo studio. Ma d'altra parte per approfondire la
Scrittura è necessaria la fede: credere per, comprendere.
Se qualcuno ha il senso delle cose spirituali capisce profondamente la Bibbia
anche se non ha cultura, perché la fede illumina gli occhi del suo cuore e
questa illuminazione è più preziosa di tutti i mezzi della scienza, che possono
far luce su aspetti secondari, ma non raggiungono il centro, che è il
"proprio" della fede.
Non bisogna disprezzare lo studio faticoso degli scienziati, perché i loro
sforzi sono necessari per far penetrare la fede in tutti i settori della vita e
di ogni epoca. Ma Dio ha rivelato i tesori della Scrittura non soltanto agli
intelligenti, ma anche a chi è meno dotato, mediante la fede, luce divina.
Siamo dunque riconoscenti al Signore per questo tesoro che tutti noi
utilizziamo e aiutiamo ad approfondirlo insieme agli studiosi, perché la
scienza aiuta a comprendere le Scritture, ma ancor più aiuta la santità.


