Il
Vangelo oggi. Mercoledì della 26° settimana del Tempo Ordinario anno A (Lc
9,57.69) 30 settembre 2026
San Girolamo lascia un'eredità immensa: La traduzione della Bibbia (la Vulgata)
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 9,57.69)
Mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu
vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo
i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare
prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i
loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da
quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e
poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Essere discepoli di Gesù significa condividere con lui la sua sorte, la sua
condizione di vita, che non è certo molto attraente a prima vista: suppone
incertezza e povertà, cioè in una parola, il sacrificio e la rinuncia. Ma il
fine non è il sacrificio in sé. Infatti molte volte ritroviamo nel Vangelo
promesse di felicità e di beatitudine che Gesù fa a chi decide di seguirlo. Ma
già sulla terra, l'essere con Gesù comporta la completa certezza di trovarsi
sulla retta via. Ma chi lavora con Gesù per costruire il suo regno incontra spesso
difficoltà. Proprio come il terzo uomo di cui parla il Vangelo di oggi. Quanti,
nella vigna del Signore, hanno posto mano all'aratro e poi si sono subito
tirati indietro, abbandonando la loro vocazione...
Eppure, anche se sene parla poco e spesso li si ignora, sono in molti a
continuare a sacrificarsi per il regno di Dio, a lavorare seriamente per
difenderlo.
Ogni uomo e ogni popolo è chiamato a seguire Cristo senza porre condizioni,
qualunque sia il prezzo del sacrificio.
SAN GIROLAMO
San Girolamo, noto
per aver tradotto la Bibbia e per aver rimosso una spina dalla zampa di un
leone, nasce intorno al 347 a Stridone (oggi in Croazia). Proveniente da una
famiglia benestante, si trasferisce a Roma per studiare grammatica e lingue
antiche. Dopo una malattia, decide di dedicarsi allo studio delle Scritture,
trasferendosi in Oriente per vivere come eremita e approfondire la sua
conoscenza. Ordinato sacerdote, ritorna a Roma, dove papa Damaso I gli affida
il compito di tradurre la Bibbia dalla versione ebraica e greca al latino. Il
risultato è la celebre Vulgata, completata dopo ventitré anni di lavoro.
Diventa segretario papale e guida spirituale di donne nobili romane, tra cui le
future sante Paola e Marcella.
Nel 386 si stabilisce a Betlemme, dove fonda monasteri e scuole, dedicandosi a
commentari biblici, alla difesa della fede e alla formazione spirituale. La sua
traduzione della Bibbia, che si basava sui testi originali ebraici e greci,
resta un punto di riferimento per la Chiesa latina. Pur essendo un
intellettuale rigoroso e talvolta polemico, Girolamo lascia un'eredità immensa:
la Vulgata, che diventerà il testo ufficiale della Chiesa latina. Muore nel 420
a Betlemme, dopo una vita dedicata alla Scrittura e alla difesa della fede. La
sua erudizione e il suo spirito ascetico lo rendono uno dei più grandi studiosi
biblici della storia.


