Il Vangelo oggi.
Sabato della 25° settimana del Tempo Ordinario anno A (Lc 9,43-45) 26 settembre
2026
Mentre tutti ammiravano le Sue opere, Gesù annunzia la Sua Passione.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,43-45)
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù
disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio
dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che
non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo
argomento. Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Nel Vangelo troviamo l'aspetto della sofferenza: "Il Figlio dell'uomo sta
per esser consegnato in mano degli uomini". E un aspetto difficile da
accettare, perché è contrario ai sogni umani, nei quali la gloria è senza pena,
mentre Dio glorifica attraverso la prova che trasforma l'uomo per portarlo
all'unione con lui. L'aspetto della gloria lo troviamo nel profeta Zaccaria
che, come Aggeo, ha predicato la ricostruzione del tempio e anche quella di
Gerusalemme. Il tempio si deve ricostruire, ma bisogna anche ricostruire la
città di cui il tempio è il centro, il cuore. E Zaccaria profetizza che Gerusalemme
sarà una città molto grande, meravigliosa, la città del Signore:
"Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali
che dovrà accogliere. Io stesso dice il Signore le farò da muro di fuoco
all'intorno e sarà una gloria in mezzo ad essa". Il Signore è attorno e in
mezzo a Gerusalemme: è dovunque nella città che è sua. Questa immagine della
nuova Gerusalemme diventa realtà nel Nuovo Testamento, in molti modi.
Alla nuova Gerusalemme il profeta dice: "Gioisci, esulta, figlia di Sion,
perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te oracolo del Signore. Questa
profezia si compie in maniera speciale, meravigliosa in Maria santissima alla
quale l'Angelo ha portato questo annuncio: "Gioisci, piena di grazia, il
Signore è con te". La profezia di Zaccaria evoca dunque la maternità
divina di Maria e insieme la maternità umana di lei, Madre della Chiesa, Madre
dei fedeli: "Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e
diverranno suo popolo". Noi siamo queste numerose nazioni, che abitiamo la
nuova città che Cristo ha costruito con la sua risurrezione, la Chiesa, città
piena di gioia perché il Signore è in mezzo ad essa.
Chiediamo alla Madonna che ci faccia capire sempre meglio il nostro grande
privilegio.


